Pavimentazioni Musive

mercoledì 18 gennaio 2012

 

Mosaico della Lupa.

Mosaico policromo risalente alla seconda metà del III secolo d.C., rinvenuto nel 1941 nella Villa Pettoruti, presso la stazione ferroviaria. Apparteneva ad un edificio privato, probabilmente di carattere funerario. Conservato oggi nel Museo Civico della città di Larino, presso il Palazzo Ducale. Nel 1949 fu eseguito il distacco dal situ originario e fu posizionato nella suddetta villa; in seguito, nel 1953 venne collocato nei locali della Soprintendenza di Chieti e nel 1956 venne definitivamente cementato nel Museo Civico di Larino. Lo stato attuale di conservazione è buono, con qualche lacuna nella parte relativa alla soglia. Il mosaico è composto da una banda di colore bianco, nella parte inferiore è rappresentata una soglia, di forma rettangolare. Il tappeto è delimitato da due cornici concentriche nere, alternate a due bordi di tessere bianche; la terza cornice è formata da tessere nere mentre la quarta è composta da una sola fila di tessere di colore scuro che racchiudono una fascia raffigurante un motivo floreale. Intrecciati alle volute dell’elemento floreale sono disposti sei eroti cacciatori nell’atto di affrontare sei relativi animali (cervi, stambecchi, asino..). Procedendo verso è possibile ammirare la scena dei Gemelli, l’uno di fronte all’altro con le mani protese alle mammelle della Lupa dal manto striato, che sembra guardare l’osservatore. Alle loro spalle ci sono due pastori rappresentati con un bastone ed un cappello, l’adulto indica la più giovane la scena che si svolge sotto i loro occhi.

 

Mosaico del Leone.

Mosaico policromo risalente alla fine del II secolo d.C. e primi inizi del III secolo d.C., rinvenuto una prima volta nel 1937 ed una seconda volta nel 1949 nei pressi dell’Anfiteatro Romano in via Giulio Cesare, apparteneva ad un edificio privato, probabilmente una domus. Conservato oggi nel Museo Civico della città di Larino, presso il Palazzo Ducale. Nel 1949 fu eseguito il distacco dal situ originario e fu posizionato nelle stanze del Museo Civico di Larino. Su tutti e quattro i lati è presente una decorazione vegetale con volute d’edera terminanti con foglie cuoriformi. Internamente vi è una treccia policroma a quattro capi, formata da una fila di tessere nere seguita da tre file di tessere bianche. Nel tappeto musivo è raffigurato un motivo di reticolato formato da fasce che incrociandosi formano dei quadrati di diversi colori. Le fasce sono riempite da pelte. Di notevole interesse è la gamma dei colori in questo mosaico: nei quadrati ad una bordura nera fa seguito una fascia verde chiara che racchiude il quadrato interno di color beige scuro o verde oliva, oppure ad una medesima bordura nera è accostata una fascia di colore scuro mentre il quadrato interno è di color biscotto; invece nelle pelte ad una bordatura nera è accostata una fascia celeste o rossa scura ed il quadrato interno è di colore beige. Al centro è visibile il tema centrale del mosaico, l’emblema, probabilmente non previsto nel progetto iniziale. Il motivo raffigurato è un Leone ruggente che procede da sinistra verso destra con una zampa sollevata e la coda in alto e lo sguardo rivolto all’indietro. Dietro il Leone sono visibili tre palme, di cui una è ormai andata persa.

 

Mosaico degli Uccelli.

Mosaico policromo risalente a fine del II secolo d.C. e primi inizi del III secolo d.C., rinvenuto una prima volta nel 1937 ed una seconda volta nel 1949 nei pressi dell’Anfiteatro Romano in via Giulio Cesare, apparteneva ad un edificio privato, probabilmente una domus. Conservato oggi nel Museo Civico della città di Larino, presso il Palazzo Ducale. Nel 1949 fu eseguito il distacco dal situ originario e fu posizionato nelle stanze del Museo Civico di Larino. Lo stato di conservazione presenta delle lacune nella parte centrale. Il mosaico presenta una cornice formata da tre file di tessere nere. Al centro sono presenti delle decorazioni a semirosette o palmette da cui dipartono dei rami d’edera con foglie cuoriformi. Una cornice di due file di tessere nere delimitano la scena centrale che raffigura su un fondo bianco dei racemi di vite di color rosso scuro terminanti in foglie verde scuro. Da queste foglie partono dei sottili viticci su cui poggiamo cinque uccelli policromi, di cui uno solo rappresentato per intero. Sul lato superiore in alto è rappresentato una base di un  kantharos o di un cesto da cui avevano origine i viticci. Ad un lato della cornice vi è disposto un unico racemo di foglie di acanto terminanti con un fiore a tre petali.

 

Mosaico del Polpo.

Mosaico policromo risalente a fine del II secolo d.C. e primi inizi del III secolo d.C., rinvenuto nel nell’atrio di una grande domus patrizia situata nella zona attuale Torre Sant’Anna. Solo nel 1973 fu portato alla luce, nel 1981 fu distaccato dal suo situ per poi esservi di nuovo ricollocato nel 1985. Posto in posizione centrale, doveva essere la base di una vasca che serviva alla raccolta delle acque piovane. Costruito in ciottoli policromi, presenta soggetti marini, al centro un polpo con otto tentacoli e nei quattro angoli presenta quattro pesci, cernie, con la bocca rivolta verso il centro. La cornice è decorata da tralci di vite con foglie e grappoli d’uva.

 

Mosaico Absidato.

Mosaico risalente a fine del II secolo d.C., rinvenuto nell’atrio di una grande domus patrizia situata nella zona attuale Torre Sant’Anna. Si presume che appartenesse ad una stanza dedicata al sacrificio in onore degli dei pagani. Scoperto nel 1973 solo nel 1981 fu portato alla luce. Presenta un campo centrale quadrato chiuso da una lunetta  absidale. Le decorazioni sono racchiuse da tre fasce di cornici concentriche. I motivi geometrici raffigurati sono: croci d’ancora, fiori di loto, quadrifogli, croci greche e rosette. La lunetta absidale rappresenta un semplice motivo vegetale con racemi sinusoidali.

 

Mosaico del Kantharos.

Mosaico bicromo risalente a fine del II secolo d.C., rinvenuto nel 1984 in via Morrone, nei pressi dell’Asilo-nido Comunale. Apparteneva d un edificio privato.  Lo stato di conservazione presenta della forti lacune su un lato. Nel 1987 fu eseguito il distacco dal situ originario per poi esservi ricollocato alcuni anni dopo. Il mosaico presenta una banda nera di raccordo affiancata da una fascia di 14 ottagoni di tessere nere. Sullo sfondo è raffigurato una nicchia contenente un kantharos: il vaso ha doppie anse ed un corpo nero su cui sono visibili due linee orizzontali bianche. Accanto al kantharos sono rappresentate delle pelte incrociate ed invertite contenenti una crocetta.

 

Mosaico dell’Emblema.

Mosaico bicromo risalente a fine del II secolo d.C., rinvenuto nel 1992 in via Morrone, nei pressi dell’Asilo-nido Comunale. Apparteneva d un edificio privato, una probabile domus. Il mosaico è costituito da un fondo bianco al cui interno è visibile un cerchio file di tessere nere inscritto a sua volta in un quadrato nero che presenta nei quattro angoli dei motivi floreali. Il cerchio è composto da uno schema geometrico costituito da una croce a quattro bracci al cui centro è visibile un quadrato decorato con un fiore nero. In posizione centrale il fiore presenta una tessera nera circondata da quattro petali cuoriformi d’edera. La croce ha, all’estremità di ogni braccio, quattro rettangoli che a loro volta presentano al loro interno una crocetta nera. Tangenti ai bracci della croce ci sono quattro quadrati delimitati da una cornice esterna composta da due file tessere scure e quella interna da una fila, al centro sono arricchiti da un quadrifoglio nero con una tessere centrale bianca.

 

Mosaico dei Delfini.

Mosaico rinvenuto nei pressi dell’attuale campo sportivo. Apparteneva ad un atrio colonnato di un edificio pubblico oppure ad una domus patrizia. In esso è visibile la base di una colonna, ai cui lati sono visibili due riquadri simmetrici: uno decorato da ottagoni neri formati da losanghe contenenti stelle bianche a quattro punte; l’altro da quadrifogli e croci d’ancora poste al centro. La cornice del campo centrale si compone di onde correnti verso sinistra e di una fascia di svastiche alternate a quadrati con soggetti decorativi, tra cui uno skiphos (tazza), un aryballos (boccetta per oli e profumi) e delfini guizzanti posti di profilo.

 

Mosaico di Villa Zappone (Terme).

Ultimo mosaico policromo rinvenuto. Il settore portato alla luce è composto da una grossa vasca di forma absidata. Il mosaico presenta in posizione centrale un riquadro con motivi geometrici. Agli angoli del pavimento musivo sono raffigurati quattro delfini, su un lato compare un drago di color verde, opposto al drago è presente un “mostro marino” avente testa di pecora e corpo di pesce, negli altri due lati sono raffigurati un toro ed un cavallo, entrambi neri. Il movimento delle onde è ottenuto da lineette curve distribuite intorno ad ogni animale. Il mosaico presenta un’interruzione dovuta alla linea delle condutture novecentesche della villa omonima. Addossato a questo ambiente ve ne è un altro, più piccolo che presenta gli stessi soggetti.

 (Foto Guerino Trivisonno)

 

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